Come superare la crisi da Coronavirus

LA POLITICA DEI SUSSIDI NON PAGHERÀ NEL MEDIO E LUNGO PERIODO. SERVE ALTRO

Dal conto annuale del MEF all’anno 2018 risultano in servizio 527.182 unità con anzianità di servizio da 31 a oltre 44 anni.

A dire il vero vi sarebbe un’altra cospicua fetta di dipendenti anziani che sta nella fascia da 26 a 30 anni di servizio per un totale di 458.600 unità di personale.

Per questo va elaborata una strategia di turn over per i prossimi 5 anni di almeno 1.000.000 di unità lavorative che prestano servizio nella Pubblica amministrazione. Il quadro appare quindi allarmante. Ipotizzando che di questi almeno 100.000 unità hanno fatto domanda di pensione con quota 100 nel 2019 e almeno altri 50.000 unità la faranno nel 2020, utilizzando le finestre di marzo e luglio 2020, ovvero scegliendo altre forme di pensione anticipata, il dato reale di unità pensionabili sarebbe di circa 800.000 dipendenti.

Purtroppo non c’è tempo per i concorsi, serve personale e serve subito. Ne si può ipotizzare una strategia concorsuale considerato che le variabili in gioco sono troppe e ormai poco prevedibili.

A tutto ciò va aggiunto il costo che si lo Stato sta sostenendo per i sussidi di disoccupazione ovvero il contributo una tantum o anche reddito di cittadinanza e che dovrebbe essere erogato a tutti per la grave situazione socio economica dovuta al Coronavirus.

In termini di costi parliamo di miliardi di Euro la cui ricaduta è talmente sottile da non sortire alcun effetto macroeconomico.

E’ come usare gli scottex a tavola. Invece di usare i tovaglioli di tessuto, che possiamo lavare e riutilizzare, usiamo un pezzo di carta e lo buttiamo. I soldi dei sussidi fanno la stessa fine avendo, tra l’altro, un pessimo effetto redistributivo.

Il Reddito da lavoro è quello che funziona come stabilizzatore e come redistributore di ricchezza. Il Reddito da lavoro ha effetto di moltiplicatore per la quota di risparmio che il lavoratore intende accantonare.

Il Reddito da lavoro ha un effetto leva sui consumi e abbatte l’inflazione.

Il Reddito da lavoro dipendente garantisce un gettito fiscale costante e senza costi per il recupero coatto.

Il Reddito da lavoro ha effetti sul quadro demografico di un Paese in quanto favorisce la creazione di nuove famiglie con prole.

Uno Stato, ha gli strumenti e le informazioni per calcolare come andranno le cose non domattina ma fra un decennio.

La mole informativa a disposizione del Governo è uno strumento impeccabile per il calcolo sugli esiti nefasti che dovrà affrontare l’economia italiana e globale.

Ciò detto è assodato che se non si instaurano processi nuovi e sempre più efficienti andiamo verso una drammatica recessione. La strategia da perseguire è una sola: innovazione.

Questa esperienza sta mettendo alla prova il nostro sistema di relazioni a cui eravamo abituati. Molte cose cambieranno e dovremo abituarci; sarà come imparare ad andare in bici ma questa volta dovremo imparare a pedalare all’indietro e senza guardare. Sarà faticoso ma è così. Per questo la Pubblica amministrazione ha un’opportunità: trasformarsi.

Cambiare le vesti di una burocrazia classica, che ormai indossa da troppo tempo, e mettere una tuta da super eroe. Il tanto atteso ingresso della tecnologia è stato spinto a forza da un virus che paradossalmente non colpisce un computer ma colpisce l’essere umano. Se nel 2000 aspettavamo il baco del millennio, con un lock down catastrofico a causa di un calcolo binario in meno, nel 2020 abbiamo scoperto che è a noi esseri umani che i conti non tornano. Ci tocca rimboccare le maniche e lavorare ma servono lavoratori giovani e lo Stato li deve assumere per creare Reddito certo e creare innovazione.

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