Cosa accadrà al Governo Conte

Domani riapriranno le Borse e riusciremo a capirci di piu’

Le ipotesi in queste ore vagheggiano ma l’unico dato, a una settimana dal voto, è che tutto è fermo. Gli alleati/avversari si “punzecchiano” in un continuum di dichiarazioni al vetriolo.

L’ultimo scambio di battute è avvenuto tra il Presidente della Camera On.le Alberto Fico e il Vicepremier Matteo Salvini. Scaramucce niente di più. Ad ogni modo nulla si muove ma tutto corre. Verso dove? non si comprende esattamente quali saranno le sorti del Governo giallo verde che sembra, come prima delle Elezioni Europee, un ambiente troppo saturo per contenere le diverse istanze che Leghisti e Pentastellati vorrebbero mettere sul tavolo. Insomma, non tira una buona aria. La tensione è alle stelle e più che i temi politici la riflessione sta riguardando se e come andare avanti. Domani riapriranno le borse e da li qualcosa in più capiremo anche se, con tutta onestà, questi due giorni del week end potevano essere utilizzati meglio. Si poteva approfittare per scaricare la sbornia post voto e tentare di buttare giù un’agenda seria che ci porti, serenamente, alla pausa estiva. I nervi sono ancora tesi e c’è chi rimugina per l’esito del voto. Ora la questione è molto semplice. I 5 stelle escono da questa tornata con troppi dubbi e a far tracimare il vaso ci sono le pressioni interne che, nonostante il voto degli iscritti in favore del Capo Politico Luigi Di maio, soffrono lo stallo che prosegue con le stesse dinamiche della settimana pre voto. La territorialità che domandano iscritti ed eletti tarda a prendere una versione compatibile con il bisogno di partecipazione che i grillini esprimono. Di maio, in tal senso, ha fatto degli annunci ma non è certo pensabile che da lunedì, l’instancabile Vicepremier, si carichi di stilare un percorso di rinascita del movimento nei territori. Di maio, oltre a essere Capo Politico dei 5 stelle è a capo di due Ministeri impegnativi. Al ministero del lavoro ci sono tavoli di crisi un giorno si e l’altro pure e il ministero dello Sviluppo non è certo meno impegnativo. Serve una pianificazione complessiva che tenga conto delle falle che sono emerse con il dato Europeo. La comunicazione elettorale è stata fallimentare e le ricche deputazioni di tutt’Italia più che svolgere il ruolo di divulgatori si sono posizionate da spettatori in attesa di un risultato che era certamente immaginabile. Ne si può pensare di fare marketing elettorale a colpi di dichiarazioni. Anche questo dato è stato altamente trascurato. Nessuno si è premurato, all’interno dei vari sistemi organizzativi del movimento, di valutare quanto fosse incisiva la comunicazione di Salvini e quanto questa possa essere efficace se non si elaborano strategie di contenimento che devono essere sviluppate dal basso, nei territori. Da domani riusciremo, forse, a capire qualcosa di più. Andare avanti così diventa troppo difficile e questo Conte lo ha capito.

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