L’Europa ricomincia da dove aveva appena finito.

Ci si ostina a perorare l’austerita’ ma tutti gli economisti dicono che è sbagliata

Sul fronte Europeo permane il braccio di ferro e da quello che pare emergere sembra che a parte il dialogo, che tutti vogliono ma nessuno pratica, l’orizzonte è la procedura di infrazione contro l’Italia. La pervicacia a perseguire l’austerità non ha limiti. Come mai ci si ostina a perorare l’austerità che sino ad oggi non ha prodotto nulla? Bilanci puliti manco se gli Stati fossero delle aziende che devono fare business. Gli Stati sono aziende di erogazione, niente di più. Non siamo in presenza di multinazionali che necessitano di equilibri finanziari rocamboleschi per restare sul mercato ma siamo nell’ambito di organizzazioni che perseguono il bene comune. Tutti devono stare bene e poter vivere la loro vita serenamente. Non devono temere che il proprio Stato debba risparmiare sulla sanità pubblica o sui servizi alla persona perché si sfora un parametro di chissà quale fantomatica regola economica. Siamo persone non siamo beni produttivi e non abbiamo un valore. Ora, che lo spreco di risorse Statali sia fatto deprecabile siamo tutti d’accordo, ma da qui a chiudere tutti i rubinetti di moneta sol perché il debito pubblico apparterrebbe in gran parte al mercato della grande finanza è ancora più deprecabile. C’è necessità di mettere ordine se no proseguiremo in un’impari distribuzione delle risorse con forti accumuli da parte di chi la moneta già la ha. L’Italia, così come la Grecia senza trascurare Francia e Spagna, sono nazioni la cui economia si fonda su esportazioni e domanda interna. I prodotti e i servizi dell’Italia e di molti altri Paesi UE sono oggetto di un mercato interno cospicuo. Questo mercato interno deve continuare a crescere per dare vigore alla crescita delle fasce medio basse. Bisogna offrire, a queste fasce di popolazione, spazi occupazionali e speranze di realizzazione personale.

Come è possibile non comprendere che non parliamo di mercato ma di persone che attendono, in molti casi da anni, di poter costruire il proprio futuro senza chiedere nulla a nessuno. Non è forse uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione, il diritto alla realizzazione dell’individuo? Non è un diritto di tutti auspicare una propria crescita sociale ed economica? Non è un diritto di tutti decidere della propria vita senza doversi porre il problema se vivere o sopravvivere? Tutto questo pare non essere stato compreso e la nuova Europa, quella appena eletta, vuole ricominciare da dove ha finito. Questo nonostante tutti i maggiori economisti premi Nobel continuino a ripetere, come un mantra, che le regolette UE sono destinate a fallire già prima di cominciare. A cosa sta servendo e a chi sta servendo questa Unione?

Precedente Emendamento Maxi-scivolo per andare in pensione prima. Successivo Eurostat conferma la crescita-