La Via della Seta

A Caccia di nuovi affari o di un dominio globale? Il dilemma di questi giorni, tanto fantomatico quanto irrealistico, si annida in questa nuovo orizzonte. E’ innegabile che in questi giorni il nuovo mondo sta prendendo sempre più piede e quello che ci sarà dopo non possiamo prevederlo. L’apertura dell’universo cinese appare in tutta la sua complessità e a questo appuntamento l’Italia non poteva e non può mancare. Civiltà millenarie stanno per incontrarsi, di nuovo, nel fulcro del vecchio continente, l’Italia. E’ innegabile che l’Italia è sempre stata un crocevia, è il punto del mondo in cui le diverse civiltà hanno fatto la storia. Dai Greci ai Romani, gli arabi, la storia religiosa, la cultura, le scoperte, l’arte, sono tutte passate da qui. La nostra storia è notevole, molto più di quanto noi possiamo immaginare. Non a caso i cinesi considerano l’Italia una delle grandi civiltà dalle quali non si può prescindere. Da qui nascono interessi e aspettative che non hanno scopi di conquista o di dominio ma si tratta di un senso comune di vivere la storia. Per fare questo bisogna scegliere i partner con i quali intraprendere un percorso e saperlo portare avanti con dedizione e impegno. Da parte sua l’Italia non può mancare di offrire il proprio contributo e per questo l’Italia, se tutto andrà come si spera, sarà la protagonista principale di questo grande progetto. Non saremo ne la sponda ne il gregario della Cina, saremo i protagonisti, saremo partner di primo livello, saremo mediatori e ci riprenderemo quel ruolo che da sempre la storia ci consegna per capacità e competenze diplomatiche. Tutto sarà all’insegna del prestigioso stile italiano sempre attento a tutto e a tutti col rigoroso impegno della dottrina cristiana dalla quale non dovremo mai dissociarci. La nostra centralità nel mondo è un bene che va tutelato non tanto come valore economico immateriale della nostra cultura ma come verbo comune che produce utilità al globo intero. E’ per questo che ritengo deleterie tutte quelle forme che intendono rappresentare il progetto della Via della Seta come un “cavallo di Troia” o un gancio di traino per le voluminose spedizioni di merci. Non è affatto così. Chi esibisce questa versione non parla delle innumerevoli iniziative che la Cina sta portando avanti in diverse parti del mondo, non parla della grande attività svolta dalla Cina in Africa, non menziona le tante innovazioni che il sistema cinese sta introducendo al suo interno e della grande politica espansiva rivolta al mercato interno cinese. L’esatto contrario di quello che in questi venti anni ha fatto l’Europa con le sue popolazioni promuovendo l’austerità. Ora non resta che attendere e studiare e approfondire gli sviluppi di questo fronte che si muove a piccoli passi ma che lentamente si appresta a cambiare le nostre abitudini e soprattutto le nostre prospettive

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