Le Assunzioni nel Pubblico Impiego. Grandi numeri in vista

Via il blocco del turnover. Le assunzioni previste ammontano a  250mila unità da inserire negli organici della Pubblica Amministrazione.

Quanti ne escono tanti ne entreranno?

La Ministra Bongiorno dichiara che sono state eliminate, al 100%, “ le limitazioni al turn over e stanziato anche risorse per assunzioni straordinarie”.

Assunzioni per l’innovazione e per la digitalizzazione della PA avranno la priorità.

Tutto ruoterà intorno al rapporto tra cittadini Amministrazione Pubblica partendo dalla Carta di identità elettronica, passando per lo SPID e per i servizi PagoPA.

Una vera rivoluzione che a prescindere dall’annuncio, l’ennesimo, sembra realizzabile.

Il cambio di passo sarebbe determinato da un’iniezione di nuove risorse umane, giovani e qualificate che invece di entrare a piccole porzioni viene inserita massicciamente grazie allo stock di personale proiettato verso la pensione.
La prospettiva è quella di una PA efficace efficiente e in linea con il cambiamento dei tempi che impone un’attenzione diversa rispetto al passato.

Dovrà essere, per questo, una PA che è in grado di rispondere ad una moltitudine di istanze, diverse rispetto a quelle cui si è abituati; servizi consulenziali e di qualità capaci di rendere competitivo il nostro Paese.

Meno carte bollate e più trasparenza, meno cavilli e ancor meno discrezionalità; i cittadini attendono questa PA capace di servire le comunità e aiutare le imprese a crescere.

A questa grossa fetta di nuovi inserimenti andranno aggiunti le nuove assunzioni che si apprestano a programmare gli Enti Locali. La cifra verrebbe quasi raddoppiata sfiorando le 500.000 unità. Un vasto universo di nuove risorse da cui si attende un nuovo slancio per gli Enti Locali che subiranno, nel prossimo biennio, una clamorosa trasformazione. Vi è da dire che tutto ciò accadrà, in molti casi, senza affiancamento per i nuovi occupati che si vedranno catapultati nella vita amministrativa senza nessun accompagnamento in entrata.

Un fatto che potrebbe creare non pochi problemi rispetto ad assetti organizzativi che riguardano per lo più i settori dell’Urbanistica e dell’Edilizia Pubblica.

Un tecnico comunale deve avere cognizione del patrimonio edilizio del proprio comune, conoscerne pregi e difetti per garantire efficacia negli interventi che è chiamato a svolgere, spesso anche in regime di emergenza.

Così come un dipendente del settore finanziario di un Ente comunale deve conoscere la contabilità del proprio Comune, avere contezze delle partite contabili e avere cognizione dei flussi di entrata.

Insomma, buttarsi a capo fitto senza conoscere la storia dell’Ente ove si avrà la fortuna di lavorare non è il sarà impresa molto impegnativa. Non manca nemmeno il profilo di responsabilità cui un dipendente comunale è quotidianamente esposto. Sarà per questo necessario realizzare un ingresso massivo di nuova forza lavoro ma con ponderazione, avendo cura di trasferire dal vecchio personale ai nuovi dipendenti tutto il patrimonio di conoscenze necessario per coltivare al meglio il grande ed ambito ruolo di dipendente della Pubblica Amministrazioni.

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