Renzi inverte la rotta e punta al governo.

È arrivata questa famosa chiamata dagli USA? Questa è una mezza verità. L’altra mezza verità va cercata in casa Salvini. Dal Papeete in poi è stato un delirio da caldo torrido che ci porta fino alle poco ignote ragioni del “time out” leghista. In pratica, qualcosa si sa ma nessuno lo dice. Centreranno i cinesi a 5G? Forse. Ma perchè tutto questo trambusto in Italia? È saltato il decreto sulla Golden Power e il 5G, made in China, entra prepotentemente sulla scena politica italiana destabilizzando il già destabilizzato governo dei giallo verdi. I verdi, quelli della Lega per intenderci, ci tenevano a questo blocco che il buon Giorgetti aveva messo nell’agenda filo trumpiana che l’Italia doveva perseguire in chiave di cybersicurezza. Saltato il decreto è saltato tutto. Ovviamente questa parte più politica fa il paio con quella economica. Quanto costa questo grosso guaio (a Chinatown) al made in USA? Assai. E allora meglio mandare tutto carte all’aria, altrimenti rischiamo grosso. Tanto è forte questa tesi che nei giorni scorsi si è sentito in giro il nome di un certo Bennon, il mentore di Trump per capirci, il quale non disdegna consigli al sempre più verde Matteo Salvini. Salvini, verde dalla rabbia questa volta, ha chiuso tutto e si è giocato, con il placet di Giorgetti, il patrimonio elettorale di cui fra qualche mese ne resterà solo il ricordo. Paga la mossa o ancora meglio, come dice Travaglio, Salvini l’ha pestata talmente grossa che per uscirne dovrà aspettare il 2023. Infatti, il Governo si farà, e sarà PD 5 stelle. Saranno 3 anni pieni di cui, alla fine, di Salvini e della Lega resterà il solito 7/8 %. Poi si sa, la politica è l’arte di rendere possobile ciò che è impossibile ma per il momento, la storia è questa. Tanti nodi vengono al pettine. Il rapporto con la chiesa e con la più alta forma di Democrazia Cristiana che è il Vaticano, le disavventure russe e italiane, l’eterna battaglia all’ultimo immigrato sono conti che si pagano e Salvini lo dovrebbe sapere. È talmente forte, il rinculo del colpo di testa dell’ultimo dei sovranisti che si è rivisto anche l’altro Matteo. Non si è capito se la chiamata dalla sponda Democratica a Stelle e Strisce l’abbia ricevuta lui o l’altra sponda del Tevere. Verità che non sapremo mai ma fatto sta che, il Renzi pensiero si è scordato di tutto e di tutti, anche che il Segretario del PD è Zingaretti, e si è messo a diffondere post su Facebook a più non posso. Post dopo Post si è rimangiato tutto quello che va divulgando dal marzo 2018 contro i pentastellati. E cosa è successo? Anche la compagna di Partito, l’Eurodeputata Elisabetta Gualmini, c’è un pò rimasta e non le ha mandate certo a dire. Con un Post su Facebook, rilasciato senza peli sulla lingua, ha ricordato all’amico di Obama, che il segretario del PD è Zingaretti e che se il Pd è in questa situazione imbarazzante e anche colpa sua. Come darle torto. Ma veniamo ai fatti più prossimi. E se Salvini fosse sfiduciato prima della sua sfiducia al Governo, come la mettiamo? Domani c’è la capigruppo in Senato che deciderà su dettagli tecnici che facilitano le scaramucce. Vedremo. Intanto la notte scorre e il ferragosto, che noi avremmo voluto passare al mare, lo passeremo insieme col Presidente della Repubblica che invece di riposarsi dovrà trovare la quadra che il Matteo Salvini pare abbia disperso proprio al Papeete.

Buonanotte

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