Serve un cambio di passo

Per l’Italia serve un cambio di passo. La politica non riesce ad imprimere una svolta al cambiamento. Avevamo atteso e anche sperato che il processo di innovazione, introdotto da nuove forze politiche, rappresentasse la vera svolta di cui il Paese necessitava. Molto probabilmente ci siamo sbagliati o forse no. Forse non è detta l’ultima parola ma purtroppo, la strada intrapresa non sembra quella giusta. La Legge Finanziaria ne è la riprova. Campanilismo a parte il metodo è rimasto sempre lo stesso. Sul treno del bilancio di Stato gli interessi sono sempre quelli particolari e mai quelli di tutti. Ma poi, con tutta onestà, possiamo andare avanti con il solito taglia e cuci? Possiamo assistere alle solite minutissime quanto insignificanti riduzione di tasse? Sicuramente no. Le tasse vanno tagliate e basta. Solo così l’economia può ripartire. Incentivare i consumi per abbassare la curva del risparmio che in Italia è sempre molto voluminosa. Se la teoria è quella degli 80 € il lavoro, sarà sempre e comunque sottopagato. I ceti medio bassi rimarranno sempre lì, nel purgatorio dove quello che guadagni lo spendi sempre per la spesa, per la luce, per la benzina, qualche pizza in più. Troppo poco.

Di maio, che va ogni pò in Cina, dovrebbe saperlo. La regola espansiva non la fai con qualche Euro in più a fine mese ne servono di più, molti di più. Iva al 22%, Irpef al 23%, accise e balzelli vari che si prendono un altro 10/15%; con una simile imposizione chi percepisce un reddito di 26.000,00 € ne conterà realmente meno di 13.000,00 €. Praticamente 1.000,00 € al mese tredicesima compresa.

Non ci può essere crescita in questi termini, si rasenta la soglia di povertà se quel reddito è da dividere per il numero dei componenti del nucleo familiare.

Produttività tassata, straordinario tassato, anche le quote di reddito cedute per prestiti o altro sono tassate. Non c’è storia, serve di più. Lo ha detto anche l’AD Messina di Intesa; per un’operazione da fine crisi ci vogliono almeno 100mld di Euro in due anni. Un’iniezione monstre di liquidità da dare una spinta iperbolica all’economia reale. E’ questa la politica economica di cui necessita l’Italia. Servono anche misure per investire, serve una transizione green senza condizionali. Ma in un Paese, dove la tassa sugli imballaggi rischia di far cadere il Governo, parlare di transizione è una vera e propria utopia.

Cosa ci aspetta adesso è molto difficile da comprendere. Non sappiamo cosa avverrà. Resta comunque il dato che finanziaria a parte il Governo tiene per non andare ad elezioni il cui risultato è ampiamente noto. In queste contesto le lotte politiche valgono più di una manovra economica efficiente e costruire il futuro del nostro Paese sarà sempre un’impresa.

Chi può tira di più la corda fin quando si può poi dopo si vedrà.

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