Tra un mese e mezzo si torna al voto, lo sapevate?

Con un comunicato del 13 febbraio 2020, AGCOM invita tutte le emittenti, a garantire un’informazione adeguata, al referendum del 29 marzo 2020.

Per inciso:

Constatata l’assoluta inadeguatezza dello spazio assicurato sinora dalle emittenti radiotelevisive alla trattazione dell’argomento relativo al “referendum popolare confermativo del testo della legge costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, fissato per il 29 marzo 2020, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deciso, anche a valle dell’atto di indirizzo adottato nella riunione del 27 gennaio scorso, di rivolgere un ordine a tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici affinché trattino la tematica referendaria in maniera adeguata, al fine di garantire a tutti i cittadini un’informazione completa e obiettiva. Roma, 13 febbraio 2020 . https://bit.ly/31Ru1rg

Avrà luogo il 29 marzo 2020, il quarto referendum costituzionale nella storia della Repubblica Italiana, per scegliere se approvare o respingere la legge per il taglio dei parlamentari. Nonostante manchi poco più di un mese, in pochi lo sanno.

Nello specifico, la legge di revisione costituzionale “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, prevede la diminuzione del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento. In particolare i Deputati passeranno da 630 a 400 e i Senatori da 315 a 200.

Questa la formula:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?». https://bit.ly/2HpUcfr

Si tratta di un referendum di approvazione e non di abrogazione, dunque non è richiesto il quorum per la validità del voto, cioè non è necessario il 50% più uno dei votanti, per rendere il referendum valido.

Già da tempo si mormorava una riduzione del numero dei parlamentari, ma solo con la riforma Fraccaro si è giunti alla richiesta di tagliare 345 poltrone, cambiando il rapporto numerico di rappresentanze, in entrambe le Camere. La legge prende il nome dall’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, esponente del Movimento 5 Stelle, promotore del testo.

Tuttavia, i tempi sono lunghi.

In caso di approvazione del referendum, la correzione non sarebbe immediata. Prima di tutto andrebbe modificata la normativa che porta all’elezione del Presidente della Repubblica poi la riorganizzazione dei collegi elettorali, così da poter sciogliere le Camere e procedere con nuove elezioni.

Dunque il countdown è iniziato!

Condividi e seguici su Facebook: www.startmagazine.it

Precedente Serve un cambio di passo Successivo Scuole chiuse anche in Calabria